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Ognuno di noi, adulto, vive contemporaneamente in due piani di realtà, di cui nella maggior parte dei casi non è a conoscenza.

 

Il piano di realtà più evidente è quello che riguarda la nostra vita manifestata nel mondo. Comprende tutto ciò che facciamo, il nostro lavoro, il modo in cui viviamo, i nostri beni materiali, le nostre relazioni, il nostro comportamento nei confronti dell’esterno. Questo piano è strettamente legato all’apparenza. Mi pongo nel mondo sulla base di ciò che penso di dover fare o essere per essere amato/apprezzato/accettato/incluso. Ogni nostra azione viene motivata dalla costante sensazione di dover fare certe cose o essere in un certo modo per poter avere un posto nel mondo. Questo è il frutto diretto di tutte le nostre ferite emotive e viene alimentato costantemente dal modo in cui la società evolve, o involve.

L’altro piano di realtà, ben nascosto, si annida nella nostra interiorità. Sono le nostre emozioni più autentiche, i nostri sogni e desideri veri, i nostri talenti unici, la nostra benevolenza nei nostri confronti e della vita in genere, la fiducia. È quel piano di realtà a cui rimangono connessi i bambini per un periodo più o meno lungo. È la verità di noi stessi. Contiene tutto quello che dobbiamo sapere per poter vivere una vita appagante a tutti i livelli.

Crescendo, il bambino impara a conformarsi a ciò che gli adulti e la società gli chiedono. Lo fa malvolentieri, perché sa di avere ragione. Sa di essere connesso con la verità. E non capisce perché dovrebbe fare tutte queste cose in cui non vede né l’autenticità né l’amore. Secondo il luogo in cui cresce e la sua sensibilità, il bambino avrà più o meno difficoltà a conformarsi, e verrà ferito ripetutamente in quello che di più bello voleva portare al mondo con grande slancio e naturalezza. Alzerà progressivamente un muro tra i doni che voleva regalare alla vita e il personaggio che è costretto a creare per non essere rifiutato/abbandonato/tradito/umiliato, per non provare più quella sensazione di non poter essere se stesso, completamente.

Ed ecco che diventa progressivamente “adulto”, con una serie di limiti, blocchi, pregiudizi, rabbia, paure, insicurezze, sentimenti di pericolo, d’inferiorità, bisogno di riscatto, odio… con cui deve convivere ogni giorno.

Non è difficile dunque intuire in che modo vivrà la sua vita. Sconnesso dalla sua verità più profonda, dall’amore per se stesso, sconnesso dalla sorgente della creatività, dell’abbondanza, del rispetto, dell’amore, della benevolenza, lascerà il controllo al pilota automatico, il personaggio che ha creato con tanta fatica per non sentirsi escluso.

Viene dunque da pensare: ci possiamo davvero stupire dello stato attuale della nostra società, e del mondo in generale? È davvero così strano che non riusciamo a vivere storie d’amore autentiche e appaganti? Siamo sicuri di dover educare i bambini a essere come noi? O possiamo cominciare a pensare di dover imparare noi da loro? E perché continuiamo ad agire come se tutto questo fosse normale? Ci rendiamo conto di vivere in un gigantesco film, dove recitiamo tutti una parte? C’è uno scollegamento evidente tra il nostro mondo interiore e quello che manifestiamo ogni giorno. La pace, individuale e poi collettiva, non potrà che passare attraverso la riconnessione con noi stessi.

Molte persone stanno sentendo questo richiamo dentro di sé. Si parla tanto di depressione, attacchi di panico, disagi vari. Vediamo molti adolescenti disinteressati, disconnessi dalla vita reale. Molti bambini che chiamiamo iperattivi, o con un’emotività particolare. E ne parliamo come se non ci riguardasse, come se non avessimo una responsabilità, nei nostri confronti per cominciare. La responsabilità di guardarci dentro, di riconoscerci e di imparare ad amarci. La responsabilità di abbattere il muro invisibile che abbiamo eretto tra noi e la vita, tra noi e gli altri, per creare un mondo non più basato sull’apparenza ma sulla verità, in cui ognuno di noi si sente libero di esprimere la sua più profonda autenticità. Per un mondo in cui non dobbiamo più nasconderci dagli sguardi altrui, e dove ognuno può occupare il proprio posto nel rispetto di se stesso e degli altri. Perché ognuno di noi è fatto di bellezza, che se lasciata libera di esistere, è puro balsamo per ogni male.

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