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È da tempo ormai che non ti guardi più.

Sono passati così tanti anni

dall’ultima volta che sei stato in contatto

con la parte più autentica di te

che ti sei dimenticato della sua esistenza.

Hai lasciato che la vita scegliesse per te

la strada da percorrere e così facendo,

ti sei allontanato da ciò che sentivi da piccolo.

Hai creduto che fossero solo sogni da chiudere nel cassetto, fantasie da bambini,

irrazionali e irraggiungibili.

Hai fatto la scelta di crescere, diventare serio, ragionevole, adulto.

Perché così si fa, pare. Hai temuto che la tua originalità potesse farti del male,

metterti in pericolo. E ti sei adeguato a ciò che viene considerato normale e accettabile.

 

Oggi, qualcosa piange dentro di te e non riesci a sapere cosa.

È tutto molto indefinito e confuso.

Non capisci, perché hai fatto più o meno tutto ciò che va fatto per avere una vita felice.

Eppure non stai bene.

Questo malessere, in realtà, sei te stesso che chiami dal fondo del cassetto.

Inizialmente, lo fai timidamente; ma poi, il richiamo si fa più insistente, più costante,

fino a non lasciarti più in pace.

Non ti rimane che ritrovare la chiave del cassetto, e avere il coraggio di aprirlo

per ritrovare tutto quello che avevi nascosto nel tempo,

credendo fosse sbagliato, e che era rimasto lì pazientemente ad aspettare il tuo ritorno.

Sarai probabilmente spaventato di vedere quanto diverso sei diventato da ciò in cui credevi.

Richiuderai più volte il cassetto, credendo che ormai non sia più possibile ritornare a essere quel bambino.

Ma quando cominci a ritrovare la vista, non è più possibile chiudere gli occhi.

 

 

E ciò che ti fa paura diventa la cura.

Quando ricominci a percorrere la strada disegnata per te da sempre, tutto si mette in movimento;

tutte le strade si aprono per permetterti di realizzare la più grande opera della tua vita: essere te stesso ed

esprimere la tua unicità nel mondo.

Apri il cassetto delle meraviglie, non temere.

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